


Anche se l’essere queer in sé non è un trope (come dicevamo prima), all’interno delle storie con personaggi LGBTQIA+ esistono dei trope specifici, cioè dei cliché, delle dinamiche di trama e dei motivi ricorrenti che si trovano molto spesso in questo tipo di libri.
Ecco come funzionano le trope queer più famose, spiegate in modo fluido e senza interruzioni.
Una delle dinamiche più celebrate è il Found Family (la famiglia ritrovata). Poiché molti personaggi queer affrontano il rifiuto da parte della famiglia biologica o della società, la trama si concentra sulla costruzione di un gruppo di amici e alleati che diventano la loro vera famiglia. È un legame profondo basato sull’accettazione incondizionata, sul supporto reciproco e sulla protezione, spesso inserito in contesti di missioni fantasy o ribellioni.
Un altro trope molto comune, specialmente nei romanzi di formazione o contemporanei, è il Coming Out Story. Qui l’intera trama, o gran parte dell’evoluzione del protagonista, ruota attorno alla scoperta della propria identità e al percorso, a volte doloroso ma liberatorio, per rivelarla al mondo, agli amici o alla famiglia. Strettamente legato a questo c’è il trope del Friends to Lovers (da amici ad amanti) vissuto con la paura di rovinare l’amicizia, dove spesso uno dei due personaggi sta ancora esplorando la propria sessualità e l’altro teme che i suoi sentimenti non siano ricambiati o accettati.
Esiste poi il trope del Gay Panic / Bi Panic, una dinamica ironica e romantica in cui un personaggio, convinto fino a quel momento di essere etero, si ritrova improvvisamente attratto da qualcuno dello stesso sesso e sperimenta una crisi di mezza identità divertente e caotica, cercando di negare l’evidenza prima di cedere ai propri sentimenti.
Nel mondo del fantasy e del romance storico troviamo spesso il Forbidden Love (amore proibito) per motivi legati alle leggi del regno o all’epoca storica. In questi contesti, i personaggi queer devono nascondere la loro relazione, comunicando attraverso sguardi rubati, lettere segrete e una forte tensione psicologica, dove il pericolo di essere scoperti alza enormemente la posta in gioco. Al contrario, nei fantasy moderni si sta diffondendo sempre di più il trope del Queer Normative World, un mondo in cui l’omofobia non esiste e l’identità di genere o l’orientamento sessuale dei personaggi sono considerati assolutamente normali, permettendo alla trama di concentrarsi su draghi, magie o tornei mortali senza drammi legati al pregiudizio.
Infine, purtroppo, c’è anche un trope storicamente negativo che oggi molti autori cercano di evitare o ribaltare: il Bury Your Gays (seppellisci i tuoi personaggi gay). In passato, la letteratura e le serie TV tendevano a far fare quasi sempre una fine tragica o violenta ai personaggi queer, spesso sacrificandoli per la crescita del protagonista etero o privandoli del lieto fine. Oggi il trend si è invertito, e i lettori cercano storie queer con il trope del Happily Ever After (il lieto fine garantito), per dimostrare che anche le coppie LGBTQIA+ meritano la loro favola.
Top 3
- Heated Rivalry
- Red white & royal blue
- She drives me crazy